Da San Marino alla Britannia e alle SBLC della UBS

Avendo fatto finanziare chiunque, dalle S.p.a. di costruzioni fino allo scarparo con il suo banco al mercato in Firenze passando per il noleggiatore di piattaforme aeree per televisione e edilizia di Roma ("Lei ci è stato presentato da Rinaldini, ci ha chiesto 150 milioni di lire, abbiamo deciso di dargliene 200, ha portato gli assegni? Firmi qua e vada in cassa") Guglielmo Rinaldini divenne collaboratore della Britannia una società di fideiussioni private con sede a Londra e posseduta da un cugino del noto Tatò. Oltre a rilasciare fideiussioni nei Comuni e nei Tribunali (fideiussioni "del fare") si riusciva a rilasciare fideiussioni per le banche per allargamento fidi (fideiussioni "del dare"). Tramite Britannia Guglielmo Rinaldini entra in contatto con una Società Finanziaria Piemontese e con una struttura allora seguita dall'avvocato Giulio Bianchi che altro non era che la propaggine elvetica del Gruppo Tronchetti Provera che in Lugano, e per l'esattezza alla UBS di Manno (Lugano Nord) curava l'emissione di Lettere di Credito Stand By (SBLC) concesse in una forma di prestito d'uso mediante il Purchase Agreement e con un costo annuo. Un nuovo mondo si apriva e in breve il Rinaldini le invia ad un autotrasportatore di Campobasso presso la Banca Popolare Adriatica il cui direttore lo implorava di mandarla rapidamente in quanto fuori dai fidi, ad una Concessionaria Auto di un noto marchio francese in Anthwerp (Anversa) salvandola dal fallimento. Le società che operavano collegabili a Tronchetti Provera erano la CAMFIN SA, la CAMFINANCE SA e la AGROFINANCE LTD. Con il pagamento di una commissione il cliente usava uno strumento di garanzia emesso da banca (UBS in questo caso) del 100% del valore (pagando solo una piccola frazione inferiore al dieci per cento).